Il libro del mese: “I nuovi adolescenti”

Questo mese ho deciso di andare sul tecnico. Ho scelto un testo fondamentale di psicologia dell’adolescenza, un tema che, ormai si sa, mi coinvolge e mi piace particolarmente. “I nuovi adolescenti” per me è un Virgilio, nel senso che è un libro-guida, un pilastro per chiunque lavori con gli adolescenti. Mi ha aiutato durante gli studi, mi ha guidato nella stesura della tesi di Laurea, mi ha ispirato nel lavoro quotidiano con gli adolescenti e le loro famiglie. Scritto a inizio millennio da quello che è, parere personale, il più grande esperto di adolescenza in Italia, Gustavo Pietropolli Charmet, è un saggio di psicoanalisi non solo dell’adolescenza, ma della “nuova” adolescenza. Gli adolescenti del nuovo millennio infatti non sono uguali a quelli delle generazioni precedenti. Se alcune sfide di sviluppo rimangono universali e trasversali alle generazioni, altri compiti evolutivi cambiano a seconda del più ampio contesto socio-culturale in cui gli adolescenti vivono. IMG_1879Le generazioni si susseguono, portando con sé novità e rotture con chi le ha precedute; i nati dopo il 2000, chiamati “nativi digitali“, “generazione Z” o “generazione Facebook”, vivono e crescono immersi in un mondo digitale e tecnologico, nella società “liquida” di Bauman, in un contesto caratterizzato da pluralità culturali, etniche e sociali. Sono i nuovi adolescenti, forse la versione 2.0 dell’adolescenza, come spesso mi piace chiamarla. Le nuove generazioni, con le loro provocazioni, le loro caratteristiche e le loro irriverenti domande, ci sfidano ad essere nuovi adulti e a rinnovare e rinegoziare il nostro ruolo educativo. Pietropolli Charmet, in questo libro e in altri da lui scritti più recenti (consiglio ad esempio questo), trova la radice della “nuova adolescenza” nel cambiamento profondo avvenuto nel sistema famiglia negli ultimi 30 anni. Infatti, come lui stesso descrive meglio di me:

“Il dato saliente e sul quale convergono tutte le ricerche sul nuovo assetto della famiglia è relativo al complessivo trasloco della famiglia attuale dai valori e dai comportamenti che caratterizzavano la “famiglia etica” all’area dei valori e degli stili che costituiscono lo statuto della famiglia “affettiva”. Ciò significa che i genitori intendono trasmettere amore più che regole e principi astratti e che aspirano a farsi obbedire per amore e non per paura delle sanzioni.”

La famiglia affettiva pone al centro delle proprie pratiche educative la ricerca della vera indole del proprio bambino, per spronarlo a cercare sé stesso e a sviluppare così i propri talenti. L’obiettivo della famiglia affettiva è “vivere felici” e a questo scopo, rispetto alla famiglia etica, essa somministra poche quote di dolore mentale al figlio, il quale rischia di arrivare impreparato alle burrasche del periodo adolescenziale, innescando fenomeni di intolleranza al dolore della crescita e la ricerca di comportamenti in grado di anestetizzare, almeno temporaneamente, questo dolore. I figli “nel tempo della muta”, come li chiama l’autore, si trovano di fronte a sfide evolutivi che inevitabilmente porteranno dolore: la rinuncia narcisistica degli oggetti infantili (reali e mentali), la ricerca del Sè, la costruzione mentale dell’immagine di un nuovo corpo,  la costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. UnknownIn questa fase della vita i figli cambiano la propria muta, lasciano le vesti del bambino e si mettono alla ricerca di quelle dell’adulto che saranno; sono come Alice di fronte al Brucaliffo quando questo le chiede con insistenza:
“Chi sei tu?”.

Il Sé, ecco la vera sfida: cercare chi sei davvero, in una società liquida piena di incertezze, in un contesto culturale variegato e plurale, in distacco dalla famiglia di origine seppur mantenendone le radici, in proiezione verso un futuro sconosciuto e spesso vissuto come minaccioso:

Il Sé creativo in adolescenza è forse l’espressione o il tramite più diretto del vero Sé, o ne è l’interprete più legittimo.

In questo libro, dalla narrazione efficace, ricca di immagini suggestive e di metafore visive piene di colori, Pietropolli Charmet si comporta come un pittore esperto: dipinge il ritratto dell’adolescente del nuovo millennio. A volte le pennellate sono forti e decise, altre volte invece si sofferma a sfumare con la matita conferendo profondità, utilizzando tutti i colori sulla tavolozza, accentuando i chiaroscuri. In ogni caso mai si tratta di una caricatura, ma di una vivace ed efficace riproduzione dell’immagine dell’adolescente 2.0.

Un libro impegnativo, difficile da introiettare se si è a digiuno di un lessico psicoanalitico ma al tempo stesso una guida chiara ed efficace per “addetti ai lavori” e per chiunque desideri accompagnare gli adolescenti in un percorso di crescita e scoperta del Sé.

Annunci

2 thoughts on “Il libro del mese: “I nuovi adolescenti”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...