Psicologia Amica 3 #stress

Quante volte sentiamo questa parola al giorno? Ne parlano tutti: le riveste di benessere, i programmi in TV, la vicina di casa, il panettiere, l’insegnante, il passante per strada a cui cadono le chiavi della machina ed esclama “Che stress!”.

Stress - psicologia amica

Una parola che ormai é parte del nostro vocabolario corrente e quotidiano, una parola dall’origine straniera ma che percepiamo come vicina a ognuno di noi. Ma che cos’è veramente lo stress?

Si intende per stress una condizione di affaticamento mentale (e di conseguenza fisico) dovuta alla presenza nella vita di una persona di uno o più elementi stressogeni, ovvero situazioni o eventi che hanno una portata stressante, appunto, per la persona stessa. Lo stress é infatti associato a emozioni spiacevoli come ansia, preoccupazione, tensione emotiva, emozioni che proviamo quando l’ambiente in cui vi viviamo ci propone alcune sfide da superare. Per essere più precisi, uno stimolo ambientale, vissuto come negativo o nocivo, provoca una reazione fisiologica ed emotiva intensa, che, nel lungo periodo, può mettere in difficoltà la persona, le sue capacità di reagire allo stimolo e, infine, di far fronte alla sfida. Va da sé che ogni elemento della catena appena descritta é soggetto ad una grande variabilità personale: non tutti gli stimoli stressogeni sono vissuti e percepiti come tali dalle persone, così come le risposte emotive possono essere molto diverse in qualità e in intensità da persona a persona. Un cambio drastico di vita (la perdita del lavoro, un trasferimento, una separazione, solo per fare alcuni esempi), un evento doloroso (un lutto, la diagnosi di una malattia, un trauma, un imprevisto familiare o lavorativo) oppure improvviso (un incidente, una malattia di un congiunto) o ancora una concomitanza di eventi difficili possono tutti essere elementi potenzialmente stressanti. In ogni caso lo stress é la risposta psicofisica del nostro organismo e della nostra mente a una richiesta dell’ambiente che ci circonda di adattarci.

Generalmente lo stress é una condizione che dura nel tempo e si caratterizza per alcune fasi:
Una prima fase, chiamata “fase di allarme“, durante la quale, a seguito di uno stimolo esterno che ha interrotto uno stato di equilibrio, il nostro organismo si mette in una posizione di allerta e si attiva per ripristinare, più velocemente possibile, l’equilibrio smarrito. In questa fase i nostri sensi sono più reattivi, la pressione sanguigna più alta, i battiti cardiaci più frequenti perché il nostro cervello da il segnale al sistema endocrino di secernere endrofine (anestetici naturali che ci permettono di fronteggiare il dolore), cortisolo, adrenalina e noradrenalina (chiamati appunto “ormoni dello stress”). Dopo questa prima fase, se lo stimolo stressante non è più presente oppure sono state effettuate strategie vincenti per superarlo, l’organismo ritorna allo stato di equilibrio precedente; al contrario, se lo stimolo stressante è ancora presente oppure non si è riusciti a fronteggiarlo, si entra in una seconda fase, chiamata “di resistenza” perché, appunto, l’organismo cerca, spesso con sforzi mentali e fisici spropositati, di resistere alla condizione di stress e di affaticamento. E’ la fase, per intenderci, del “Non posso farci niente”, “E’ così e basta” oppure “Passerà, prima o poi”. Intanto però il nostro cervello, che è una macchina sofisticatissima e che tende sempre a volerci riportare a uno stato di salute piuttosto che di malattia, continua a difendersi dalla situazione stressante e l’organismo rimane bombardato dagli ormoni elencati sopra che, sebbene indispensabili in un primo momento per far fronte all’emergenza, sul lungo periodo rischiano di essere controproducenti e di traghettare la persona nella terza fase, chiamata “fase dell’esaurimento“. Se infatti la condizione stressante continua nel tempo, risulta troppo intensa oppure abbiamo temporeggiato nell’attivare risposte alternative ed efficaci, si entra in questa ultima fase in cui l’organismo non riesce più a reagire allo stimolo e la naturale capacità di adattarsi viene a mancare. E’ questa la fase in cui le energie psicologiche e fisiche sono quasi azzerate, la persona si sente impotente e sopraffatta, possono comparire (o cronicizzarsi) malattie psicosomatiche e la persona può ricorrere, come ultima spiaggia, a sedativi naturali o artificiali, legali o illegali per anestetizzare un dolore e un affaticamento ormai insostenibili.

Lo stress è quindi una condizione complessa, a scavalco tra processi corporei e psicologici, in cui interagiscono influenze dell’ambiente esterno e valutazioni cognitive dell’individuo. E’, in ultima analisi, una delle motivazioni più frequenti per cui si richiede l’intervento dello psicologo, in diversi contesti di lavoro.

Lo stress, infine, si può prevenire, contenere nelle prime fasi oppure affrontare attraverso un percorso di sostegno psicologico.

Per saperne di più:

Stress: conoscerlo per fronteggiarlo

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